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Il Santo Patrono

                                                    

santo patronoSan Sebastiano nacque nel 263 a.c. a Narbonne, in Francia, da padre francese e madre milanese e si trasferì a Roma nel 270. Di fede    cristiana, allora osteggiata e combattuta con ferocia dall’Impero Romano, pur essendo un ufficiale imperiale,  si dedicò con carità ai bisognosi e si  distinse per il soccorso agli ammalati, diffondendo il Cristianesimo e riuscendo a convertire numerosi pagani. Accusato di aver aiutato alcuni  martiri cristiani rinchiusi nelle prigioni romane, nonchè  per la sua pubblica professione di fede, venne condannato dall’imperatore Diocleziono al martirio mediante il supplizio delle frecce. Infatti fu condotto dai suoi ex commilitoni in un  campo, fu  legato ad un palo e  colpito da  numerose frecce. Fu creduto morto e, quindi,   abbandonato nel campo, ma, secondo quanto dice la tradizione,  fu, invece, amorevolmente curato e riuscì a guarire. Cercando il martirio,  ritornò  da Diocleziano per rimproverarlo e questi ordinò di flagellarlo a morte, per poi gettarne il corpo nella Cloaca Maxima. La salma venne recuperata da mani pietose e sepolta nelle catacombe. Pochi anni dopo l’imperatore Costantino, resosi conto che il Cristianesimo era inarrestabile, preferì, con l’editto del 310, mettere fine alle crudeli persecuzioni, anzi proclamò il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero Romano. Il culto per San Sebastiano ebbe subito grande diffusione, tanto da farlo proclamare terzo patrono di Roma, dopo gli apostoli Pietro e Paolo. Durante la peste del 680, le sue reliquie vennero portate in processione per la città, ed è alla sua intercessione che fu attribuita la fine della terribile epidemia. Il suo nome venne da allora invocato in simili calamità, contribuendo a diffonderne il culto. Attualmente, in Italia, è il Santo   Patrono della Polizia Municipale e  viene invocato contro le epidemie in generale, insieme a San Rocco.

I festeggiamenti

Il 20 gennaio, giorno dedicato al Santo, solenni festeggiamenti religiosi e civili rinsaldano ogni anno il forte legame di fede tra il popolo di Gragnano  ed il suo Santo Protettore.

 Il falò

La sera del 19 Gennaio è tradizione che in piazza Aubry si svolga l’accensione di un maestoso falò, le cui origini risalgono chiaramente ai riti ancestrali tramandati dal paganesimo e all’auspicio che dopo la notte del lungo inverno, con l’allungamento progressivo delle giornate, la natura risorga, il sole riprenda il sopravvento sulla notte e  la luce sulle tenebre.