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Corpus Domini

 

Corpus Domini

 La fondazione della Chiesa del Corpus Domini risale al 1555, in pieno Concilio di Trento, e terminarono nel 1571.   Nel periodo  seguente il concilio di Trento, la Chiesa, subì notevoli modifiche che ne stravolsero l’immagine tardo-rinascimentale e si   arricchì di un nuovo apparato decorativo di gusto barocco. Negli anni che intercorsero tra il 1720 e il 1750 fu collocata nel soffitto la grande tela dipinta da Francesco M.Russo, considerata tra le più grandi d’Europa, circa 400 mq.; furono installati gli altari policromi e aggiunti ornamenti dorati e ricchi stucchi. Nel 1805 un forte evento sismico danneggiò notevolmente il Corpus Domini e si diede inizio ad un ciclo importante di restauri che durarono molti anni. La facciata fu realizzata nel 1836 dall’architetto Camillo Ranieri e pochi anni dopo si edificarono, ai lati del presbiterio, le cappelle intitolate al Santissimo Sacramento e a  S.Sebastiano. Le pareti della chiesa furono arricchite tra il 1870 e 1872 dei pregevoli quadri dell’ottocento napoletano. Alla fine del XIX secolo l’ultima modifica sostanziale vide la costruzione del monumentale organo con cantoria.

  Descrizione

 La chiesa del Corpus Domini presenta  un' imponente scalinata realizzata in pietra lavica che giunge su un sagrato anch’esso in     pietra vesuviana.. Il portale ligneo è ripartito in riquadri finemente scolpiti che raffigurano immagini sacre, lo stemma della città e la data: Anno Domini 1584.  Il romanico campanile a pianta quadrata, affianca, a sinistra, la chiesa . Oltrepassato l’ingresso, che è sormontato dalla bellissima cantoria d’organo, si nota il  fastoso interno e la straordinaria tela settecentesca sul soffitto della navata.

 Le nicchie-cappelle dotate di settecenteschi altari in marmo policromo di pregevole fattura custodiscono rilevanti opere pittoriche del XVII e del XVIII secolo, tra cui emergono, nella seconda cappella a sinistra una tavole seicentesca raffigurante La Vergine col Bambino e le Anime del Purgatorio; nella seconda cappella a destra la tela effigiante La Madonna in Gloria, notevole opera compiuta da Luca Giordano recentemente restaurata dal Comune di Gragnano. . Il presbiterio mostra un sontuoso altare in marmi policromi arricchito con teste di cherubini e, sulla parete absidale, una ricca architettura composta da marmi finemente lavorati, custodisce il capolavoro settecentesco di Giacinto Diano raffigurante l’Ultima Cena.