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Istanze e petizioni

TITOLO III   - STATUTO COMUNALE -

 - ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE POPOLARE -

I cittadini possono, in forma singola o associata, rivolgere all'Amministrazione Comunale istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere una migliore tutela di interessi individuali e collettivi. Le istanze, le petizioni e le  proposte sono indirizzate al Sindaco, alle quali viene  data risposta scritta e motivata.

Art.  34

La partecipazione dei cittadini all’amministrazione

1.La partecipazione dei cittadini all’amministrazione esprime il concorso diretto della Comunità all’esercizio delle funzioni di rappresentanza degli organi elettivi e realizza la più elevata democratizzazione del rapporto fra gli organi predetti ed i cittadini.

2.Assicura ai cittadini, attraverso le forme previste dai successivi articoli e dal regolamento, le condizioni per intervenire direttamente nei confronti degli organi elettivi, contribuendo con le loro proposte alla fase di impostazione delle decisioni che essi dovranno assumere sui temi di interesse generali relativi alla programmazione della attività amministrativa o su terni specifici aventi interesse rilevante per la Comunità.

 

Art.  35

La partecipazione delle libere forme associative

1.La partecipazione dei cittadini all’amministrazione del Comune, attraverso le libere forme associative dagli stessi costituite nell’esercizio del diritto affermato dall’Articolo 38 della Costituzione, è realizzata e valorizzata dagli organi elettivi comunali nelle forme previste dal presente statuto e dal regolamento.

2.La partecipazione dei cittadini attraverso le loro libere Associazioni assume rilevanza in relazione alla loro effettiva rappresentatività di interessi generali o diffusi ed alla loro organizzazione, che deve presentare un’adeguata consistenza per poter costituire un punto di riferimento e di rapporti continuativi con il Comune.

3.Le libere forme associative comprendono le associazioni sindacali dei lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, degli esercenti di arti ed attività artigianali, commerciali, industriali, professionali ed agricole; le associazioni del volontariato, combattentistiche, degli invalidi di guerra e del lavoro, le associazioni di protezione dei portatori di handicap; le associazioni per la pratica dello sport, del tempo libero, della tutela della natura e dell’ambiente; le associazioni ed organismi della scuola, della cultura, delle religioni, per la valorizzazione del patrimonio storico ed artistico; le associazioni dei giovani e degli anziani; ed ogni altra libera forma associativa o comitato che abbia le caratteristiche indicate al precedente comma.

4.Un’apposita Commissione consiliare permanente, dotata della struttura operativa necessaria, è preposta ad organizzare i rapporti fra gli organi del Comune e le Associazioni dei cittadini. Essa provvede alla registrazione in appositi albi delle Associazioni ed organizzazioni che ne fanno richiesta, documentando il possesso dei requisiti stabiliti dallo statuto e dal regolamento. In uno degli albi sono registrate le Associazioni che hanno prevalenti finalità relative alle attività economiche, sociali e del lavoro. Nell’altro albo sono registrate le Associazioni che hanno prevalenti finalità relative alla cultura, all’istruzione, allo sport ed alla qualità della vita.

5.Sono istituite la Consulta dell’economia, del lavoro e delle attività sociali e la Consulta della cultura, dell’istruzione, dello sport, della qualità della vita e delle pari opportunità, organismi attraverso i quali il Comune valorizza e promuove la partecipazione all’amministrazione delle libere associazioni ed organismi dei cittadini, attraverso attività propositive e di consultazione. Le due Consulte esercitano le loro funzioni consultive e propositive nei confronti del Consiglio comunale e degli altri organi del Comune.

6.Le due Consulte sono elette ogni tre anni dalle Associazioni ed organizzazioni registrate nei rispettivi albi, con le modalità stabilite dal regolamento comunale per la partecipazione popolare, che fissa il numero dei componenti di ognuna. Ciascuna Consulta elegge il proprio Presidente e può nominare dei coordinatori per sezioni di attività.

7.Gli amministratori del Comune e quelli delle Associazioni sportive professionistiche non possono far parte delle Consulte di cui al quinto comma.

 

Art.  36

L’attività di partecipazione delle Consulte

1.Le Consulte collaborano con le Commissioni consiliari permanenti alle cui riunioni partecipano, per invito o su loro richiesta, con la Sezione preposta al settore di attività della Commissione.

2.Le Consulte presentano al Sindaco proposte, istanze, petizioni, da questo trasmesse alla Commissione consiliare competente per l’istruttoria preliminare ed alla giunta comunale per la conoscenza. La Commissione, con la partecipazione del sindaco e dell’Assessore interessato, decide circa l’ammissibilità della proposta all’ulteriore esame del Consiglio e della giunta. Se la decisione è negativa, essa viene comunicata, con adeguate motivazioni, alla Consulta proponente, entro venti giorni dalla data di presentazione. Se la decisione è positiva viene trasmessa al Consiglio od alla giunta, secondo le competenze, i quali provvedono a dare esito a quanto proposto o richiesto od a far conoscere, in caso di diniego, le motivazioni. La decisione è adottata nella prima riunione successiva all’invio della pratica da parte della Commissione consiliare e, comunque, entro trenta giorni dallo stesso.

3.Le Consulte possono essere previamente e congiuntamente interpellate dal Consiglio, a mezzo del Sindaco e con l’intervento della commissione consiliare competente e della giunta comunale, all’atto dell’impostazione dei bilanci annuali e pluriennali, del programma degli investimenti, del piano regolatore generale e dei piani d’attuazione dello stesso d’iniziativa pubblica o privata e sul rendiconto dell’esercizio.

4.Il Sindaco, su invito della Commissione consiliare e della giunta comunale, può richiedere il parere della Consulta competente prima della presentazione al Consiglio di atti fondamentali che incidono in misura rilevante sugli interessi e sulle condizioni dei cittadini.

5.Le Consulte esprimono i pareri loro richiesti con una relazione illustrativa delle motivazioni, entro 15 giorni dalla data nella quale perviene loro l’atto del Sindaco.

6.Il Consiglio comunale tiene, una volta all’anno, entro il mese di settembre, una riunione aperta con la partecipazione delle due Consulte, nella quale il Sindaco illustra lo “ stato della Comunità “ nei suoi caratteri e connotazioni più significativi, rapportato alla situazione esistente negli anni precedenti. Le Consulte esprimono il loro giudizio sui risultati raggiunti, verificano assieme al Consiglio lo stato di avanzamento dei programmi, propongono nuovi obiettivi da perseguire per lo sviluppo della Comunità.

7.Le Consulte concorrendo alla designazione dei candidati alla nomina di difensore civico approvano, in adunanza plenaria, a maggioranza assoluta dei presenti, un elenco, comprendente non meno di 5 candidati, fra i quali il Consiglio comunale, con le modalità di cui al successivo Capo VI, può eleggere il Difensore civico.

8.I candidati alla elezione alla carica di Difensore civico sono prescelti fra i cittadini residenti nel Comune che, per pubblica conoscenza, assicurando le più ampie garanzie di indipendenza, probità, equità, risultino dotati di comprovata esperienza, competenza e sensibilità sociale per esercitare le funzioni allo stesso attribuite.

9.La giunta comunale assicura alle Consulte l’invio di informazioni, comunicazioni, atti ad efficacia generale, insieme a copia del presente statuto, dei regolamenti e degli altri documenti utili per attivare la loro partecipazione pro- positiva all’amministrazione del Comune.

10.La giunta comunale assicura alle due Consulte i locali, i mezzi strumentali ed il personale necessario per l’esercizio della loro attività.

 

Art.  37

La partecipazione dei singoli cittadini

1.Le istanze, petizioni e proposte presentate da uno o più cittadini, dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi generali della collettività, sono sottoposte dal Sindaco all’esame istruttorio della Commissione permanente di cui all’Articolo 36 ed assegnate al competente organo collegiale che deve adottare, sulle stesse, motivata decisione la quale deve essere notificata a tutti i presentatori della proposta entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della stessa.

2.La Commissione consiliare può invitare i presentatori della istanza, od una loro delegazione, ad assistere alla riunione nella quale viene effettuato l’esame preliminare delle loro proposte ed a fornire chiarimenti e precisazioni.

 

Art. 38

La consultazione dei cittadini

1.Il Consiglio comunale, per propria iniziativa o su proposta della Giunta, può deliberare la consultazione preventiva di particolari categorie di cittadini, individuabili attraverso le risultanze degli uffici comunali, di albi pubblici o di associazioni di categoria, su proposte che rivestono per gli stessi diretto e rilevante interesse.

2.La consultazione può essere effettuata sia mediante l’indizione di assemblee di cittadini interessati, nella quale gli stessi esprimono, nelle forme più idonee, le loro opinioni o proposte, sia con l’invio a ciascuno degli interessati di questionari, nei quali viene richiesto con semplicità e chiarezza l’espressione di opinioni, pareri e proposte, da restituire con le modalità ed entro il termine nello stesso indicato.

3.La segreteria generale dispone lo scrutinio delle risposte pervenute e riassume i risultati della consultazione che trasmette al sindaco, il quale li comunica al

consiglio comunale, ed alla giunta, per le valutazioni conseguenti, e provvede a darne informazione, con pubblici avvisi, ai cittadini.

4.Il regolamento stabilisce le ulteriori modalità e termini relativi alle consultazioni di cui ai precedenti commi.

 

Art. 39

Referendum consultivo

1.Il referendum è un istituto previsto dalla legge ed ordinato dal presente statuto e dal regolamento, con il quale tutti gli elettori del Comune sono chiamati a pronunciarsi in merito a programmi, piani, progetti, interventi ed ogni altro argomento — esclusi quelli di cui al successivo quarto comma — relativi all’Amministrazione ed al funzionamento del Comune, esprimendo sul tema o sui temi proposti il proprio assenso o dissenso affinché gli organi ai quali compete decidere assumano le proprie determinazioni, consapevoli del!’ orientamento prevalente della comunità.

2.I referendum consultivi sono indetti per deliberazione del Consiglio comunale, che fissa il testo da sottoporre agli elettori. La deliberazione deve essere adottata con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri assegnati. Il Sindaco, divenuta esecutiva la deliberazione, dà corso alle procedure previste dal regolamento.

3.I referendum consultivi sono inoltre indetti su richiesta presentata, con firme autenticate nelle forme di legge, da almeno 1.000 (mille) elettori iscritti nelle liste del Comune alla data del 1° gennaio dell’anno nel quale viene presentata la richiesta. La richiesta deve contenere il testo da sottoporre agli elettori e viene presentata al Sindaco che, dopo la verifica da parte della Segreteria Generale della regolarità della stessa, da effettuarsi entro 15 giorni dalla data di ricevimento, propone al Consiglio il provvedimento che dispone il referendum. Qualora dalla verifica effettuata risulti che il referendum è improponibile, il Sindaco sottopone la richiesta ed il rapporto della segreteria comunale al Consiglio, che decide definitivamente al riguardo, con il voto della maggioranza dei Consiglieri assegnati al Comune.

4.Non possono essere oggetto di referendum consultivo le seguenti materie:

a)revisione dello statuto del Comune e di quelli delle aziende speciali;

b)disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni di personale; piante organiche del personale e relative variazioni;

c)piani territoriali ed urbanistici, piani per la loro attuazione e relative variazioni;

d)tributi locali, tariffe dei servizi ed altre imposizioni;

e)designazione e nomine di rappresentanti.

5.I referendum sono indetti dal Sindaco, si tengono entro 60 giorni dalla data di esecuzione della deliberazione consiliare e si svolgono con l’osservanza delle modalità stabilite dal regolamento.

6.L’esito del referendum è proclamato e reso noto dal Sindaco con i mezzi di comunicazione più idonei affinché tutta la cittadinanza ne venga a conoscenza.

7.Il Consiglio comunale, entro 60 giorni dalla proclamazione dei risultati del referendum, delibera gli atti d’indirizzo per l’attuazione dell’esito della consultazione.

8.Le consultazioni di cui ai precedenti articoli ed i referendum consultivi devono avere per oggetto materie di esclusiva competenza locale e non possono aver luogo contemporaneamente con altre operazioni di voto.